Il Monferrato è una delle zone d'Italia più ricche di castelli, e l'Alto Monferrato non fa eccezione. Tra l'Acquese e l'Ovadese quasi ogni collina ha la sua torre, il suo maniero o almeno i ruderi di un'antica fortificazione: memoria di secoli in cui queste terre erano contese tra il marchesato del Monferrato, Genova, Milano e le grandi famiglie feudali. Ecco un itinerario tra alcuni dei castelli più interessanti, tutti raggiungibili in giornata.
Trisobbio, la torre che domina il paese
Il castello di Trisobbio è uno dei più scenografici della zona. Esisteva già all'inizio del Duecento e nei secoli passò di mano più volte: fu legato ai marchesi del Bosco, al Monferrato, poi ai Malaspina, che alla fine del Quattrocento lo rafforzarono e ampliarono, e in seguito agli Spinola.
Il suo simbolo è la torre, alta circa 30 metri, che svetta sopra i tetti del borgo ed è visibile da lontano. La torre merlata, però, è più recente di quanto sembri: fu realizzata durante i lavori di restauro avviati nel 1913 dal marchese Carpaneto Spinola, sotto la direzione dell'architetto Alfredo D'Andrade, grande studioso dell'architettura medievale piemontese. Dal 1989 il castello è di proprietà del Comune, e la torre è stata dotata di un ascensore panoramico. Per sapere quando è visitabile conviene consultare il sito del Comune di Trisobbio.
Cremolino, il castello più alto
A circa 450 metri di quota, il castello di Cremolino è considerato il più alto dell'Alto Monferrato. Fu costruito alla fine del Duecento da Tommaso Malaspina e ha una pianta quadrangolare, con una massiccia torre e un ponte levatoio. Per secoli ebbe una funzione di sorveglianza del territorio, e si capisce perché: da lassù lo sguardo spazia sulle colline e, nelle giornate limpide, fino alle Alpi.
Dopo i Malaspina passò ad altre famiglie genovesi, tra cui i Centurione e i Doria, che lo tennero a lungo anche sotto i Savoia. Nel Cinquecento fu trasformato in residenza nobiliare.
Morsasco, Orsara Bormida e Visone
Più vicino ad Acqui c'è il castello di Morsasco, citato già nel Duecento, oggi visitabile su prenotazione e noto anche per le iniziative culturali e artistiche che ospita. Gli abbiamo dedicato una pagina a parte: trovate tutto nella scheda sul Castello di Morsasco.
A pochi chilometri c'è Orsara Bormida, con un castello nato attorno a una torre medievale e trasformato nei secoli in una dimora fortificata in cima alla collina, circondata dal bosco; anche questo si visita su prenotazione.
A Visone, lungo la strada tra Acqui e Ovada, il castello è in gran parte rovinato, ma resta un insieme molto suggestivo: la porta gotica, un tratto di mura e soprattutto la slanciata torre del primo Trecento, con merli guelfi. Erano parte di un antico ricetto, il borgo fortificato medievale. Proprio nel castello di Visone, nel 991, il marchese Anselmo, figlio di Aleramo, firmò l'atto di fondazione dell'abbazia di San Quintino di Spigno.
Prasco e gli altri castelli
Il castello di Prasco, a circa 11 km da Acqui, ha origini almeno duecentesche e fu ricostruito nel Cinquecento dalla famiglia Gallesio. Ha tre torri semicircolari ed è legato alla memoria del botanico Giorgio Gallesio; attualmente non è aperto al pubblico, ma vale la pena passarci per vederlo dall'esterno.
Se avete ancora voglia di torri e mura, la zona ne offre molte altre: il castello di Melazzo, con le mura merlate e la torre centrale (privato, si vede solo da fuori); quelli di Rocca Grimalda e Tagliolo Monferrato nell'Ovadese; e le torri medievali sparse sulle colline dell'Acquese, come quelle di Cavatore, Cartosio, Denice e Terzo.
Il castello dei Paleologi ad Acqui
Per chiudere il cerchio non dimenticate Acqui Terme. Sulla collina che domina la città sorge il castello dei Paleologi, probabilmente di origine medievale: fu residenza dei vescovi-conti di Acqui e poi sede dei governatori. Oggi ospita il Museo Archeologico, ed è una buona occasione per unire una visita al castello a una passeggiata nel centro della città termale.
Un giro tra i castelli si presta bene a essere diviso su più giornate, alternando le visite a soste nei borghi e a pause tra le vigne. La sera si torna a Strevi, a Casa Brondolo, a raccontarsi la giornata sulla terrazza. Altre idee per esplorare la zona le trovate nella pagina dei dintorni.
Una base tra colline e castelli
Casa Brondolo, a Strevi, accoglie fino a 5 ospiti in 70 mq con cucina attrezzata, terrazza, aria condizionata e parcheggio gratuito.