Panorama di Canelli con il centro abitato tra le colline vitate
Canelli, panorama — foto: Davide Papalini · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ci sono feste di paese e ci sono feste che raccontano una storia. A Canelli, nel cuore delle colline del Moscato, da piu' di trent'anni il mese di giugno porta con se' la rievocazione dell'Assedio del 1613: per un fine settimana il centro storico si veste di costumi seicenteschi, si riempie di taverne, tamburi e accampamenti, e tutta la citta' si mette in scena.

E' una gita perfetta da fare durante un soggiorno nell'Acquese: le colline tra Strevi e Canelli sono quelle dei vigneti, e la strada stessa e' gia' parte del viaggio.

Che cosa accadde nel 1613

La storia parte dalla morte di Francesco Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato, nel 1612. Carlo Emanuele I, duca di Savoia, rivendico' il possesso del Monferrato, e la contesa sfocio' nella guerra. Nel giugno del 1613 le truppe al servizio dei Gonzaga, con il duca di Nevers, attraversarono il Belbo e strinsero d'assedio Canelli con fanteria, cavalleria e cannoni. I soldati sabaudi, aiutati dagli stessi canellesi, riuscirono a respingere l'assalto.

Quell'episodio e' rimasto nella memoria della citta' come un momento di orgoglio collettivo, e la rievocazione nasce proprio per ricordarlo: non solo la battaglia, ma la vita di una comunita' di confine stretta tra due potenze.

La rievocazione, ieri e oggi

La rievocazione dell'Assedio e' nata nei primi anni Novanta e per molte edizioni si e' svolta nel terzo fine settimana di giugno, richiamando migliaia di visitatori e centinaia di figuranti in costume. Negli ultimi anni ha preso una forma un po' diversa, con il titolo "Canelli 1613 - Aspettando l'Assedio", curata da un'associazione locale con il patrocinio della Citta' di Canelli.

La formula piu' recente non ricostruisce tanto la grande battaglia, quanto la vita quotidiana dei mesi che la precedettero: le tensioni tra i cittadini, i mestieri antichi, gli accampamenti militari, le processioni, le incursioni dei briganti. Il risultato e' un borgo che sembra tornato indietro di quattro secoli, da attraversare a piedi.

Cosa si vede durante il fine settimana

  • Il corteo storico, che di solito apre la festa al suono dei tamburi.
  • Le scene di vita: mestieri, mercato, piccoli processi, furti e perfino un matrimonio, recitati dai figuranti tra le vie.
  • Le taverne e le osterie aperte la sera, con musica, danze e giochi antichi.
  • Il grande mercato storico della domenica, con bancarelle e animazioni per tutta la giornata.
  • Lo scontro tra le due potenze, Gonzaga e Savoia, messo in scena in una delle serate, e gli spettacoli con il fuoco.

Il programma varia di anno in anno, ma l'atmosfera e' quella: costumi curati, gente del posto coinvolta in prima persona e tanta voglia di raccontare la propria storia.

Da sapere. La rievocazione si svolge nel centro storico, con vie in salita e acciottolato: scarpe comode e una borraccia, perche' a giugno le giornate sono gia' calde. La sera, nelle taverne, conviene armarsi di un po' di pazienza.

Come organizzare la giornata

Il pomeriggio e' il momento migliore per arrivare: si fa in tempo a vedere il corteo e le scene di vita, poi ci si ferma per la sera, quando le taverne si animano. Chi viaggia con bambini trovera' giochi e animazioni soprattutto la domenica, quando il mercato storico occupa il centro per tutta la giornata.

Se volete conoscere meglio la cittadina, nella pagina Canelli trovate qualche spunto per una visita anche fuori dai giorni di festa, e in Colline del Monferrato qualche idea per la strada tra i vigneti.

Date e programma

La rievocazione si tiene ogni anno a giugno, di solito in un fine settimana della seconda meta' del mese, ma forma, titolo e programma possono cambiare da un'edizione all'altra. Prima di partire controllate i canali ufficiali: il sito del Comune di Canelli, i canali degli organizzatori e il portale turistico della provincia di Asti, che pubblicano date e orari aggiornati.

A fine serata, rientrare nella quiete di Strevi e' un bel contrasto con i tamburi del Seicento. Casa Brondolo, con aria condizionata e terrazza, e' un buon punto d'appoggio per le giornate d'inizio estate nel Monferrato.

Dopo la festa, il silenzio delle colline

Casa Brondolo a Strevi ospita fino a 5 persone, con due camere, cucina attrezzata, aria condizionata e parcheggio gratuito: utile nelle sere d'estate.